Velocità e intelligenza: due facce della stessa prestazione sportiva

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Pubblicato il 14/01/2026

Scritto da Francesca De Franchi

È possibile parlare di prestazione sportiva ottimale senza limitarsi alla sola dimensione fisica?

La risposta, soprattutto in ambito educativo, non può che essere affermativa.

Nello sport, in particolare nell’educazione fisica scolastica, le capacità condizionali (forza, velocità, resistenza) e le capacità cognitive (attenzione, lettura della situazione, scelta strategica) non solo coesistono ma si integrano costantemente.

Un esempio concreto di questa integrazione è un’attività proposta durante l’ora di educazione fisica: il tris motorio.

Gli alunni vengono divisi in due squadre; ogni squadra dispone di “pedine” ( cinesini e coni) e di una griglia di cerchi a terra.

A turno, gli alunni devono correre il più velocemente possibile per posizionare la propria pedina nella griglia, con l’obiettivo di completare una linea da tre.(orizzontale, verticale o diagonale), come nel gioco tradizionale.

A prima vista, l’attività sembra premiare esclusivamente chi corre più forte.

In realtà, il risultato finale dipende da una combinazione di più fattori: rapidità di esecuzione, certo, ma anche capacità di osservazione, di anticipazione delle mosse avversarie, di collaborazione e di scelta efficace.

Alcuni alunni risultano avvantaggiati dalla velocità, altri dall’attenzione e dalla capacità di leggere il gioco.

È proprio in questo equilibrio che l’attività assume un forte valore educativo. Il tris motorio mette in luce talenti diversi, valorizzando ciascun alunno non per ciò che gli manca, ma per ciò che sa fare meglio. La prestazione non è più solo individuale, ma collettiva; non è solo fisica, ma anche mentale.

In questo senso, educazione fisica e intelligenza non sono ambiti separati: il corpo diventa strumento di pensiero e il pensiero guida l’azione.

Proporre attività di questo tipo significa educare allo sport come spazio di inclusione, di scoperta delle proprie risorse e di riconoscimento delle competenze altrui.

Un passo importante verso una visione più completa e consapevole del movimento e della persona.