I bambini della 3^B aspettano l'ultima settimana di maggio e la prima di giugno con grande trepidazione, ma non per i motivi che si potrebbero facilmente intuire. Dalla classe 1ª abbiamo introdotto una piccola routine: progettare e costruire un giocattolo con materiale riciclato, fare una sfida interna alla classe e… sfidare il Dirigente. Non sappiamo dire quale delle tre attività sia la più ambita, ognuna è stimolante e garantisce entusiasmo partecipazione.
1- Progettare sul quaderno e costruire un gioco: sia esso una macchinina a propulsione, una rana origami o una trottola, il risultato non cambia. Allena la motricità fine, l'uso creativo di materiali semplici, l'azione in sequenza di gesti semplici, il divertimento che esce dal consumismo e l'apprendimento (derivante dal fare con le mani). Già il pedagogista americano John Dewey parlava di "imparare facendo" a metà del secolo scorso.
2- Fare una sfida. Questa è una sfida speciale: eleggiamo contemporaneamente due vincitori, quello dei "vincenti" e quello dei "perdenti", perché c'è spazio e dignità in tutti e noi lavoriamo per costruire un gruppo in cui nessuno si senta escluso o demoralizzato per non essere sempre al top.
3- La sfida al Dirigente Scolastico. Perché abbiamo sentito il bisogno di coinvolgere proprio il Dirigente? Perché i bambini si sentono maggiormente parte dell'Istituzione scolastica e la sentono vicina; perché il nostro responsabile non è solo colui che incute timore reverenziale, ma anche colui che sta fisicamente dalla parte dei nostri ragazzi. Per questi motivi va a Lui il nostro ringraziamento e gli diamo appuntamento al prossimo anno per una nuova sfida!









