Le classi terze protagoniste del concorso “Le donne nella Resistenza”

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Pubblicato il 29/04/2026

Scritto da Francesca De Franchi

Le classi terze della Scuola Secondaria di primo grado di Arquata Scrivia hanno partecipato con entusiasmo e impegno al concorso “Le donne nella Resistenza: coraggiose, infaticabili, protagoniste”, promosso dall’ANPI locale.

A valutare gli elaborati è stata una commissione composta da rappresentanti delle sezioni ANPI del territorio – ANPI Sezione Arquata Scrivia e Grondona e ANPI Val Borbera – e da esperti, che hanno espresso un giudizio complessivamente molto positivo, sottolineando la maturità, la sensibilità e la profondità con cui le ragazze e i ragazzi hanno affrontato un tema complesso e a lungo trascurato anche dalla storiografia.

Il lavoro delle classi ha dimostrato non solo una solida conoscenza degli eventi storici legati alla Resistenza italiana, ma anche la capacità di coglierne le implicazioni nel presente, attraverso linguaggi e tecniche espressive diversi, favorendo così il confronto e il dialogo tra punti di vista.


I lavori delle classi

3ª A – “Le voci della III A”
La classe ha realizzato un vero e proprio giornale monotematico, curato nei contenuti e nella grafica. Tra articoli storici, testi creativi, interviste (reali e immaginarie), fumetti e giochi a tema, il lavoro si distingue per completezza e originalità. Particolarmente apprezzata la capacità di unire rigore storico e creatività narrativa, restituendo con efficacia il ruolo delle donne nella Resistenza.

3ª B – Pannello “La donna nella Resistenza”
Il pannello presenta un’impostazione storico-documentale, arricchita da un’attenta ricerca iconografica. Attraverso immagini d’epoca, dati e testimonianze, il lavoro valorizza il contributo femminile nella lotta partigiana, mettendo in luce anche le contraddizioni legate al riconoscimento del loro ruolo. Significativa la riflessione finale sulla necessità di continuare a studiare e approfondire questi aspetti.

3ª C – Pannello “25 aprile”
Di forte impatto visivo, il pannello propone una lettura artistica ed emotiva del tema. I disegni, i colori simbolici e i riferimenti al territorio restituiscono una narrazione intensa della lotta partigiana e del ruolo delle donne, culminando nel valore celebrativo del Festa della Liberazione. Un lavoro capace di coinvolgere e far riflettere.

3ª D – Kamishibai
La classe ha scelto una forma narrativa originale, ispirata al teatro giapponese Kamishibai, per raccontare una tragica vicenda della Resistenza. Il progetto unisce tavole illustrate, narrazione orale e produzione video, dando vita a un racconto corale intenso e coinvolgente. Particolarmente significativa la scelta di raccontare la storia da un punto di vista umano e femminile, evidenziando i drammi e le contraddizioni della guerra.


Un bilancio estremamente positivo

Nel complesso, la commissione ha evidenziato la varietà, l’originalità e la qualità dei lavori presentati, sottolineando come le studentesse e gli studenti abbiano dimostrato:

  • impegno e capacità di ricerca
  • padronanza dei diversi linguaggi espressivi
  • sensibilità nel trattare un tema complesso
  • consapevolezza del valore storico e civile della memoria

Un risultato che conferma il valore della scuola come luogo di crescita culturale e civile, capace di formare cittadini consapevoli, attenti alla storia e al significato profondo della libertà.

 

"... A volte pensiamo che la Storia sia qualcosa di lontano, chiuso nei libri, con date e nomi che non ci riguardano. Ma grazie al nostro lavoro sulla Resistenza in Val Borbera, abbiamo capito che la Storia è vicina, abita nelle case di pietra dei nostri paesi. Tutto è iniziato quando i rappresentanti dell'ANPI sono venuti a trovarci. Ascoltare le loro storie è stato diverso da guardare un documentario, perché potevano raccontarci di come hanno vissuto quelle vicende sulla loro pelle. Ci hanno spiegato come la Val Borbera, con le sue “Strette” e la Torre di Pertuso, non è solo un paesino vicino a noi, ma ha avuto un impatto importante sulla libertà che oggi abbiamo. La cosa che ci ha colpito di più è stato il ruolo delle donne. Spesso, quando si immagina un partigiano, si pensa a un uomo con il fucile; invece, abbiamo scoperto che le donne sono state un punto fondamentale per la lotta contro il nazifascismo: dalle staffette, che garantivano il collegamento tra le varie brigate partigiane e tra i comandi di città e montagna, fino alle infermiere e medici che gestivano ospedali da campo clandestini e curavano i feriti sotto costante minaccia, rischiando la vita ogni giorno senza quasi mai apparire in prima linea. Abbiamo creato un grande cartellone, che per noi è più di un semplice compito scolastico. Disegnando i ritratti di queste donne, abbiamo dato dei volti a nomi che sembravano lontani e abbiamo scoperto la loro storia. Abbiamo circondato tutto con dei papaveri rossi, che con il loro colore acceso ci ricordano che la libertà è un fiore che nasce dal sacrificio. Accanto a loro, abbiamo disegnato la cartina della nostra Valle e la Torre di Pertuso, perché volevamo che fosse chiaro a tutti che quei fatti sono accaduti proprio qui, a pochi chilometri dalle nostre aule. Disegnare quei volti ci ha fatto capire che quelle ragazze di ottant'anni fa non erano diverse da noi: avevano paura, avevano sogni, eppure hanno scelto di lottare. Questo lavoro è stato importante perché ci ha insegnato che la libertà non è un regalo scontato, ma un bene prezioso che va protetto e ricordato. Vedere il nostro cartellone appeso ci ricorda che anche noi possiamo essere coraggiosi e che non serve un'uniforme per fare la cosa giusta: serve solo un cuore che batte per la libertà..."

Dalila Giulia Romano