

"...La nostra classe III A ha partecipato al concorso “Cibo e ambiente”, promosso dal Rotary, realizzando un video per incentivare un uso consapevole del cibo nel rispetto dell’ambiente.
Non ci crederete…abbiamo vinto il Primo premio che consisteva in una visita gratuita all’Acquario di Genova.
Così il giorno 8 giugno 2026 abbiamo visitato l’acquario di Genova, il più grande e il più famoso in Europa, per la biodiversità delle specie.
In questo percorso abbiamo riflettuto sul cambiamento climatico grazie alla guida che ci ha accompagnati, Elena, una ragazza che sa intrattenere facendo domande e riflessioni sul tema.
L’argomento che abbiamo trattato è “custodi del mare”.
All’inizio abbiamo potuto osservare le foche monache, dei lamantini, di cui uno che ha come nome Pepe, diversi tipi di squali come lo squalo grigio, le testuggini liguri, pesci tropicali e i delfini!
Elena ci ha spiegato che il problema degli animali a rischio di estinzione è principalmente l’uomo, che ha alimentato il riscaldamento globale e l’inquinamento; le foche monache partoriscono sulla spiaggia, ma ultimamente sono affollate di turisti, non riescono a causa della mancanza di spazio. Infatti nel 2020 (durante il periodo del covid-19) la media dei parti delle foche è aumentata molto.
Abbiamo imparato che questi i delfini non hanno abbastanza muscoli per riprodurre le nostre stesse espressioni facciali, perciò, un delfino può essere felice, arrabbiato o depresso ma non lo sapremo mai solo in base alle espressioni facciali, poiché serve capire anche come si atteggiano in certi contesti: se è nervoso oppure arrabbiato sbatte la coda sull’acqua.
Abbiamo scoperto con molto stupore che un delfino arriva fino ai 50 km/h di velocità. Nell’acquario abbiamo conosciuto diversi delfini come Lapo, Betty e Alfa! I delfini essendo molto simili, vengono differenziati spesso dalle cicatrici nella coda che non sono causate da uno scontro ma spesso vengono fatte mentre giocano. Essendo dei mammiferi sociali spesso li troviamo in gruppo e se un delfino non ha interazioni sociali ciò significa che ha dei problemi psicologici, proprio per questo esistono gli psicologi per animali (etologhi)!
Dentro all’acquario abbiamo avuto la possibilità di essere in diverse parti del mondo: dall’Australia con la barriera corallina fino all’Antartide con i pinguini, che a differenza degli squali, non hanno colori e hanno una struttura del corpo diversa.
I pinguini sono tutti uguali e per riconoscerli, lo staff mette dei braccialetti colorati.
I pinguini sono molto più “disciplinati” degli squali e si mettono in fila per mangiare. Osservando l’acquario degli squali, la nostra guida Elena ci ha spiegato che sono dotati di numerose file di denti che cadono molto spesso, perciò trovare un dente di squalo non è per niente raro. Tra loro era presente Chanel, che è stata recuperata in una teca di piccole dimensioni all’interno di una pizzeria. che le ha causato una gobba. Fortunatamente, adesso Chanel è salva e si trova molto bene nell’acquario.
Gli squali non sono sempre come vengono rappresentati nei film, ovvero aggressivi e pericolosi per l’uomo, sono come tutti gli animali: attaccano solo se si sentono minacciati.
Inoltre l’uomo non è presente nell’alimentazione di uno squalo, sono attratti dal sangue perchè esso in natura significa “preda facile” perciò non richiede nessuno sforzo.
Il pesce sega, che era nella teca degli squali, è dotato di due peni e di una sega lunghissima, fatta di cartilagine, che viene usata come “radar” e per spostare la sabbia, in cerca di predatori.
Oltre a molti di questi animali abbiamo osservato i bellissimi e coloratissimi pesci tropicali, ma anche qui c’è un grosso problema: lo sbiancamento dei coralli. I pesci tropicali sono molto colorati per mimetizzarsi tra i coralli dai predatori, ma se i coralli diventano bianchi, i pesci dove si nasconderanno? E’ per questo motivo che scappano
Abbiamo anche avuto la possibilità di visitare la teca dei cavallucci marini panciuti e ci ha spiegato come capire la differenza tra maschio e femmina: il maschio presenta un taglietto sulla pancia, mentre la femmina no. Loro amano attaccarsi con la coda intorno a corde, oppure fra di loro!
In conclusione, la nostra classe si è divertita molto, abbiamo riflettuto sul cambiamento climatico e sui problemi che sta causando: la diminuzione di specie che ora sono a rischio, lo sbiancamento dei coralli e il surriscaldamento delle acque.
Le future generazioni, noi compresi, abbiamo il compito di combattere contro queste problematiche, cercando di salvare un patrimonio così importante.
Basma El Bouhali, Alice Megliola, Daga Jennifer, Elena Morando






