
Per molti ragazzi l'estate è sinonimo di vacanza, mare e relax.
Per tanti studenti della nostra scuola, però, rappresenta anche un'occasione speciale per mettersi alla prova, scoprire nuove culture e migliorare le proprie competenze linguistiche attraverso un'esperienza unica: la vacanza studio all'estero.
Ogni anno sempre più famiglie scelgono di investire in questo percorso formativo, consapevoli che imparare una lingua significa soprattutto viverla. Frequentare lezioni con insegnanti madrelingua, condividere la quotidianità con studenti provenienti da tutto il mondo e affrontare situazioni reali di comunicazione permette ai ragazzi di acquisire sicurezza e autonomia in modo naturale.
Ma una vacanza studio è molto più di un corso di inglese, francese o spagnolo. È un'esperienza di crescita personale.
Per tanti ragazzi è la prima occasione per trascorrere un periodo lontano dalla famiglia, imparando a gestire il proprio tempo, rispettare regole comuni, organizzarsi e affrontare piccoli imprevisti con spirito di adattamento.
Sono competenze preziose che accompagneranno i ragazzi ben oltre il percorso scolastico.
Vivere in un contesto internazionale significa inoltre confrontarsi con culture, tradizioni e stili di vita differenti. Si impara ad ascoltare, a rispettare le diversità, a collaborare con persone provenienti da Paesi diversi e a guardare il mondo con occhi più aperti e curiosi.
Anche dal punto di vista scolastico i benefici sono evidenti.
Tornati a casa, molti studenti affrontano con maggiore sicurezza le attività linguistiche, migliorano la comprensione orale e acquisiscono una maggiore spontaneità nell'espressione. Ma il risultato più importante è forse l'entusiasmo con cui riprendono lo studio della lingua, perché finalmente ne hanno sperimentato l'utilità nella vita reale.
Come scuola siamo felici di vedere tanti nostri alunni scegliere queste esperienze formative. Crediamo infatti che l'educazione passi anche attraverso occasioni che favoriscono l'autonomia, la curiosità e l'apertura verso il mondo.
A tutti i ragazzi che stanno vivendo, o vivranno nelle prossime settimane, una vacanza studio auguriamo di tornare con un bagaglio ricco non solo di fotografie e souvenir, ma soprattutto di nuove amicizie, maggiore fiducia in sé stessi e ricordi che li accompagneranno per tutta la vita.
Perché viaggiare significa conoscere nuovi luoghi, ma soprattutto scoprire qualcosa in più di sé.
Nella foto che accompagna il testo, una delle aule della “Heriot-Watt University”, a Edimburgo, che, come dice il nostro alunno C.M:, non è soltanto un college ma anche un’università vera e propria.
Fu fondato nel 1821 con il nome originario di “School of Arts of Edinburgh”
Il nome attuale, invece, deriva da una serie di evoluzioni grazie a James Watt e al filantropo George Heriot.
Il primo fu ingegnere e inventore e perfezionò in maniera notevole il motore a vapore, inventando il condensatore separato, riducendo drasticamente i consumi di carbone.
Grazie alle sue scoperte, l’unità di misura della potenza prese, in suo onore, nel 1889, il nome di “watt” e venne anche associato all’istituto originario, rendendolo così “Watt Institution”.
Il secondo fu gioielliere e banchiere ufficiale del Re Giacomo VI di Scozia (che poi, con l’Unione delle Corone, divenne Giacomo I d’Inghilterra) dall’inizio del XVII secolo per circa 25 anni.
Nel 1885, più di duecento anni dopo la sua morte, i fondi del suo trust benefico vennero impiegati come sostegno all’istituto, dando vita all’Heriot-Watt College.
Nel 1966, invece, l’istituto prese il nome che conosciamo tutt’oggi, cioè “Heriot-Watt University”, grazie ad un decreto reale (Royal Charter).






